La psicologia è la scienza che studia il comportamento umano, i processi mentali, affettivi e relazionali. Il suo scopo è migliorare la qualità della vita di persone di ogni età, inclusi bambini, adolescenti e adulti.
Cos’è la visita psicologica
La visita psicologica è un colloquio dove lo psicologo accoglie il paziente in un ambiente di ascolto non giudicante. L’obiettivo è comprendere le motivazioni del paziente e formulare un piano di cura per affrontare le problematiche riportate.
A cosa serve la visita psicologica
La visita serve a individuare le cause della sofferenza emotiva o del disagio. Durante il primo colloquio lo psicologo aiuta a chiarire la richiesta di aiuto del paziente, a valutare le sue aspettative e a definire gli obiettivi terapeutici a breve e lungo termine. È fondamentale per instaurare una relazione d’aiuto.
Chi può sottoporsi alla visita psicologica
La visita psicologica è adatta a chiunque stia attraversando un periodo di forte sofferenza emotiva, fatica a superare eventi traumatici o stressanti, ha difficoltà a interagire con gli altri o prova tristezza e apatia.
Come funziona la visita psicologica
La visita si svolge tramite un dialogo a due tra paziente e psicologo, che dura 45 minuti. Lo psicologo pone domande per inquadrare il problema e la situazione di vita del paziente, lasciando anche spazio al paziente di esprimere liberamente le proprie urgenze. Se ritenuto utile, possono essere utilizzati anche test e questionari con il consenso del paziente.
Come mi preparo alla visita psicologica
Non è necessaria una preparazione specifica. L’importante è presentarsi con la massima tranquillità, sapendo che lo psicologo è un professionista tenuto al segreto professionale e il suo primo intento è sempre aiutare e tutelare il paziente.
Cos’è la valutazione psicologica per la chirurgia bariatrica
La valutazione psicologica per la chirurgia bariatrica è un processo obbligatorio, condotto da uno psicologo o uno psichiatra, per ottenere un certificato di idoneità prima di un intervento chirurgico per l’obesità. È un passaggio richiesto da tutte le linee guida internazionali e nazionali.
A cosa serve la valutazione psicologica per la chirurgia bariatrica
Serve a valutare le condizioni psichiche ed emotive del paziente prima dell’intervento. Questo processo ha l’obiettivo di:
esplorare la motivazione, la storia del peso e il rapporto del paziente con il cibo e il corpo;
identificare eventuali stati psicopatologici o attitudini comportamentali che potrebbero compromettere l’esito dell’intervento;
fornire una base per i trattamenti di supporto, sia prima che dopo l’operazione, per migliorare la qualità della vita a lungo termine.
Chi può sottoporsi alla valutazione psicologica per la chirurgia bariatrica
Tutti i pazienti che decidono di affrontare un intervento di chirurgia bariatrica devono sottoporsi a questa valutazione per poter procedere con l’operazione.
Come funziona la valutazione psicologica per la chirurgia bariatrica
Il percorso di valutazione psicologica prevede generalmente un unico appuntamento approfondito, durante il quale lo psicologo raccoglie la storia clinica e personale, esplora le motivazioni, valuta eventuali fattori di rischio e, se necessario, somministra test psicodiagnostici.
In alcuni casi, sulla base di quanto emerge nel primo incontro, può essere programmato un secondo colloquio dedicato alla restituzione dei risultati e alla definizione dell’idoneità psicologica all’intervento. Quando appropriato, viene rilasciata la certificazione richiesta dal team bariatrico.
Cosa sono i disturbi alimentari
Anoressia nervosa: un disturbo caratterizzato da una grave restrizione calorica e una paura intensa di ingrassare, che porta a un peso corporeo molto basso;
bulimia nervosa: un disturbo che si manifesta con episodi ricorrenti di abbuffate incontrollate, seguiti da comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi;
binge eating disorder (BED): in disturbo contraddistinto da abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, ma senza comportamenti compensatori. Spesso associato a sovrappeso e obesità.
A cosa serve la terapia per i disturbi alimentari
Anoressia nervosa: il trattamento mira a ripristinare il peso corretto, normalizzare il rapporto con il cibo e affrontare i fattori psicologici alla base del disturbo, con l’obiettivo di prevenire le ricadute;
bulimia nervosa: l’obiettivo è interrompere il ciclo di abbuffate e comportamenti compensatori, normalizzare le abitudini alimentari e risolvere le cause psicologiche sottostanti;
binge eating disorder (BED): il percorso serve a ottenere una perdita di peso sostenibile, migliorare il benessere psicofisico e le comorbidità (come diabete e ipertensione) e adottare uno stile di vita sano a lungo termine.
Chi può sottoporsi alla terapia per i disturbi alimentari
Anoressia nervosa: il trattamento è per le persone con anoressia nervosa che necessitano di un supporto multidisciplinare per affrontare gli aspetti fisici e psicologici del disturbo;
bulimia nervosa: il trattamento è per le persone con bulimia nervosa che necessitano di un supporto specialistico per superare il disturbo;
binge eating disorder (BED): il percorso è per le persone con diagnosi di BED che necessitano di un trattamento personalizzato per affrontare il disturbo e le sue conseguenze
Come funziona la terapia per i disturbi alimentari
Anoressia nervosa: il trattamento è multidisciplinare e dura dai 6 mesi ai 2 anni. Coinvolge un team di specialisti: psichiatra/medico internista per il coordinamento e il monitoraggio, nutrizionista per il piano alimentare e psicoterapeuta (in particolare con approccio cognitivo-comportamentale o familiare) per lavorare sui fattori psicologici;
bulimia nervosa: il percorso è simile a quello per l’anoressia, con un team composto da psichiatra/medico internista, nutrizionista e psicoterapeuta (con approccio cognitivo-comportamentale o familiare). La durata è tra i 6 mesi e i 2 anni;
binge eating disorder (BED): dopo una fase diagnostica con un team multidisciplinare (medico, nutrizionista, psicologo), il trattamento include psicoterapia per modificare i comportamenti, una possibile terapia farmacologica e un programma personalizzato di supporto che fornisce educazione sanitaria e supporto psicologico.
La terapia per i disturbi alimentari è pericolosa o dolorosa?
Anoressia nervosa: l’anoressia nervosa è un disturbo pericoloso per la salute, ma il percorso di cura è descritto come collaborativo e non coercitivo, quindi non è né pericoloso né doloroso;
bulimia nervosa: anche la bulimia è un disturbo con rischi significativi per la salute, ma il trattamento si basa su un approccio collaborativo e non è né pericoloso né doloroso;
binge eating disorder (BED): il BED, se non curato, può portare a gravi complicazioni. Il percorso di cura, invece, è un supporto personalizzato che non è descritto come pericoloso o doloroso, ma richiede un impegno attivo da parte del paziente.
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