La gastroenterologia fornisce diagnosi e cure alle malattie del tratto gastroenterico superiore e inferiore (esofago, stomaco, intestino, colon), del pancreas e delle vie biliari.
Cos’è la visita gastroenterologica
La visita gastroenterologica è un esame medico specialistico che si concentra sulla salute dell’apparato digerente. Viene eseguita da un gastroenterologo per diagnosticare o escludere patologie a carico di organi come esofago, stomaco, intestino, colon, fegato e pancreas.
A cosa serve la visita gastroenterologica
L’obiettivo principale della visita è individuare la causa di sintomi come dolore addominale, bruciore di stomaco, diarrea o stipsi. Serve anche a monitorare l’evoluzione di patologie già note. In base alla diagnosi lo specialista può prescrivere una terapia o richiedere ulteriori accertamenti.
Come si svolge la visita gastroenterologica
Lo specialista raccoglie informazioni dettagliate sulla storia clinica e lo stile di vita del paziente, esamina l’addome tramite palpazione, percussione e auscultazione. Al termine il medico può formulare una diagnosi e prescrivere una terapia oppure richiedere esami più specifici, come analisi del sangue, ecografie, TAC o endoscopie, per approfondire la situazione.
L’endoscopia digestiva alta, comunemente nota come gastroscopia (o EGDS), è una procedura diagnostica che permette di visualizzare direttamente la parte superiore dell’apparato digerente, comprendente esofago, stomaco e duodeno. L’esame viene eseguito utilizzando uno strumento flessibile chiamato gastroscopio, dotato di una microcamera.
Può essere indicata per approfondire la presenza di diversi disturbi, tra cui:
• reflusso gastroesofageo;
• dolore nella regione addominale;
• anemia di origine da chiarire;
• sospetto di infiammazione gastrica o ulcera;
• disturbi digestivi persistenti nel tempo.
Preparazione
Per eseguire correttamente l’indagine è necessario mantenere il digiuno dalla mezzanotte precedente, evitando cibi e bevande (è generalmente consentita una modesta quantità di acqua). È importante comunicare al personale sanitario eventuali terapie in corso, così da ricevere indicazioni personalizzate.
Svolgimento dell’esame
La durata della procedura è in genere breve (circa 5-10 minuti), a cui può aggiungersi il tempo necessario per una eventuale sedazione, valutata in base alle condizioni cliniche e al comfort della persona.
Durante l’esame il paziente viene fatto sdraiare sul fianco sinistro. Il gastroscopio viene introdotto delicatamente attraverso la bocca e fatto avanzare lungo il tratto digestivo superiore. Lo strumento, sottile e flessibile, consente di trasmettere immagini in tempo reale su un monitor. Se necessario, è possibile eseguire prelievi di tessuto (biopsie) per ulteriori analisi.
Utilità diagnostica
La gastroscopia consente di identificare diverse condizioni, tra cui:
• infiammazione dell’esofago (esofagite);
• esofago di Barrett;
• ulcere gastriche o duodenali;
• lesioni di natura benigna o maligna;
• complicanze correlate a patologie epatiche come la cirrosi.
Attraverso le biopsie è inoltre possibile verificare l’eventuale presenza di Helicobacter pylori, un batterio associato a diverse patologie gastriche.
La gastroscopia per via transnasale è una procedura endoscopica poco invasiva che permette di osservare l’esofago, lo stomaco e il duodeno utilizzando uno strumento sottile introdotto attraverso una delle narici.
Questa modalità rappresenta una valida alternativa alla gastroscopia tradizionale, offrendo un’accuratezza diagnostica comparabile e risultando, in molti casi, meglio tollerata dal paziente.
L’indicazione all’esame è sovrapponibile a quella della gastroscopia standard, in particolare per lo studio di sintomi digestivi persistenti o per la valutazione del tratto digestivo superiore.
Preparazione
È generalmente richiesto un digiuno di circa 5 ore prima dell’esame; è comunque consentita una limitata assunzione di acqua. Prima della procedura può essere utilizzato uno spray decongestionante nasale e viene scelta la narice più adatta all’introduzione dello strumento. È opportuno segnalare eventuali farmaci assunti abitualmente.
Svolgimento dell’esame
La procedura ha una durata breve, in genere intorno ai 3 minuti, e nella maggior parte dei casi non necessita di sedazione. Al termine, è possibile tornare alle normali attività quotidiane.
Durante l’esame il paziente viene fatto accomodare in posizione distesa. L’endoscopio, di piccolo calibro (circa 4 mm), viene inserito attraverso la narice e fatto progredire lungo il tratto digestivo superiore. Questa via di accesso evita il passaggio dalla bocca, riducendo il rischio di fastidi come nausea, conati o sensazione di soffocamento. Il paziente può respirare, deglutire e parlare durante tutta la procedura.
Utilità diagnostica
La gastroscopia transnasale consente le stesse valutazioni della metodica tradizionale, inclusa la possibilità di eseguire biopsie per approfondimenti diagnostici.
La colonscopia è un’indagine endoscopica che permette di esaminare l’interno dell’intestino crasso, in particolare il colon, tramite un dispositivo flessibile chiamato colonscopio, dotato di telecamera e sistema di illuminazione.
Può essere utilizzata in diversi contesti, tra cui:
• programmi di screening per il tumore del colon-retto;
• valutazione di sintomi intestinali come dolore addominale, variazioni dell’alvo o presenza di sangue;
• approfondimento diagnostico di sospette patologie del colon.
Preparazione
Per ottenere una visione adeguata della mucosa intestinale è fondamentale seguire correttamente la preparazione. Nei 3-4 giorni precedenti è indicata una dieta a basso contenuto di fibre, evitando alimenti come frutta, verdura, legumi e semi. Nelle ore che precedono l’esame è prevista l’assunzione di una soluzione lassativa prescritta dal medico, utile per la completa pulizia del colon.
In alcuni casi selezionati può essere proposta, in alternativa, la procedura di colon wash, eseguita in ambiente sanitario per preparare l’intestino.
Svolgimento dell’esame
La durata è generalmente compresa tra 30 e 40 minuti. Il paziente viene fatto sdraiare su un fianco e il colonscopio viene introdotto delicatamente attraverso il retto, permettendo l’esplorazione del colon. Le immagini vengono visualizzate in tempo reale su un monitor, consentendo la valutazione della mucosa. Se necessario, durante la procedura possono essere effettuati prelievi di tessuto (biopsie) per ulteriori accertamenti.
Utilità diagnostica
La colonscopia consente di individuare diverse condizioni, tra cui:
• polipi e neoplasie del colon-retto;
• malattie infiammatorie intestinali;
• diverticolosi;
• coliti e sanguinamenti a carico dell’intestino.
La colonscopia robotica è una procedura endoscopica che consente l’esplorazione del colon attraverso un sistema controllato da computer. Si tratta di una modalità alternativa alla colonscopia tradizionale, con finalità diagnostiche analoghe e un approccio generalmente orientato a migliorare il comfort del paziente.
Le indicazioni sono sovrapponibili a quelle della metodica convenzionale, in particolare nell’ambito dello screening del tumore del colon-retto e nella valutazione di sintomi intestinali come dolore, alterazioni dell’alvo o sanguinamenti.
Preparazione
Una corretta detersione intestinale è essenziale per la buona riuscita dell’esame. In alcuni casi è possibile effettuare la preparazione mediante colon wash, eseguibile anche in prossimità della procedura, come alternativa alla preparazione tradizionale. È comunque necessario attenersi con precisione alle indicazioni ricevute, poiché una pulizia non adeguata può ridurre l’accuratezza diagnostica.
Svolgimento dell’esame
La durata è variabile, ma generalmente simile a quella della colonscopia standard. Il paziente viene posizionato in decubito e il dispositivo endoscopico, costituito da un elemento flessibile in silicone, viene introdotto nel colon. L’avanzamento avviene in modo progressivo e controllato grazie a un sistema che si ancora delicatamente alla mucosa, senza necessità di spinta manuale. I movimenti sono gestiti dall’operatore tramite una console dedicata.
Durante la procedura, quando indicato, è possibile eseguire biopsie o interventi come l’asportazione di polipi.
Caratteristiche della metodica
Questo approccio può contribuire a ridurre il disagio percepito durante l’esame. In alcuni casi, tuttavia, l’insufflazione di aria necessaria per la distensione del colon può provocare una lieve sensazione di fastidio.
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