L’iperidrosi, comunemente definita come sudorazione eccessiva, è una condizione caratterizzata da una produzione di sudore superiore a quella necessaria per la normale regolazione della temperatura corporea. La sudorazione è infatti un meccanismo fisiologico controllato dal sistema nervoso simpatico, ma quando questo sistema risulta iperattivo può determinare una secrezione eccessiva, soprattutto a livello di ascelle, mani, piedi, fronte e torace.
L’iperidrosi si distingue in due principali forme: primaria e secondaria.
La forma primaria, o essenziale, non presenta una causa identificabile. Compare spesso in età giovanile e interessa soprattutto palmi delle mani, piante dei piedi e ascelle. In alcuni casi si osserva una predisposizione familiare. Questa condizione può essere persistente e, nelle forme più marcate, interferire con le attività quotidiane e le relazioni sociali.
La forma secondaria, invece, è associata ad altre condizioni cliniche. Può essere correlata a disturbi endocrini (come diabete o alterazioni della tiroide), infezioni, obesità, patologie neurologiche, menopausa o trattamenti farmacologici. In questi casi, la sudorazione rappresenta un sintomo di un quadro più ampio.
Si stima che l’iperidrosi interessi circa l’1-2% della popolazione, spesso a causa di un’iperattività del sistema nervoso autonomo.
Il segno principale è un’eccessiva produzione di sudore, che può variare da una lieve umidità fino a una sudorazione abbondante e continua. In alcuni casi, il sudore può lasciare aloni visibili sugli indumenti o essere associato a odore sgradevole (bromidrosi).
Quando coinvolge le mani, l’iperidrosi può risultare particolarmente impattante, poiché influisce su attività quotidiane, lavorative e relazionali.
La diagnosi si basa principalmente su un’attenta valutazione clinica e sulla raccolta della storia del paziente. In alcuni casi, possono essere utilizzati test specifici per valutare l’intensità e la distribuzione della sudorazione.
Tra questi:
Il trattamento dell’iperidrosi primaria segue generalmente un approccio graduale, partendo da soluzioni meno invasive.
Antitraspiranti topici
Sono spesso il primo intervento. I prodotti a base di sali di alluminio possono ridurre la produzione di sudore fino a circa il 40%. Tuttavia, l’efficacia può essere limitata nel tempo e possono verificarsi irritazioni cutanee.
Ionoforesi
Tecnica non invasiva utilizzata soprattutto per mani e piedi. Prevede l’applicazione di una corrente elettrica a bassa intensità sulla pelle. Richiede trattamenti regolari per mantenere i risultati.
Tossina botulinica di tipo A
Utilizzata in ambito ambulatoriale, soprattutto per l’iperidrosi ascellare, ma anche per quella palmare e plantare. Agisce bloccando gli impulsi nervosi che stimolano le ghiandole sudoripare. L’effetto è temporaneo e varia in base alla sede trattata.
Chirurgia
Opzione più invasiva, da valutare solo in casi selezionati. Può includere la rimozione delle ghiandole sudoripare o interventi sul sistema nervoso simpatico.
Nel caso di iperidrosi secondaria, l’approccio terapeutico si concentra sulla gestione della condizione sottostante. Il controllo della patologia di base può portare a una riduzione significativa della sudorazione.
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